Pacem in terris: a 60 anni dell’enciclica di papa Giovanni XXIII, presidente Ciambetti: “Lunedì 30 a San Rocco Regione, storici e giuristi in dialogo su attualità del messaggio rivolto a ‘tutti gli uomini di buona volontà’”

26 ottobre 2023

 

(Arv) Venezia 26 ott. 2023 –      Sessant’anni fa, nel 1963, a sei mesi dalla crisi dei missili di Cuba, papa Giovanni XXIII si rivolgeva a ‘tutti gli uomini di buona volontà’ con l’enciclica ‘Pacem in terris’: un testo che ebbe eccezionale risonanza, perché per la prima volta il pontefice si rivolgeva anche ai non credenti, con un linguaggio contemporaneo e accessibile a tutti, capace di fare breccia anche nei leader delle due superpotenze, Kennedy e Kruscev, arrivati ad un passo dallo spettro di una guerra nucleare, con un pensiero che armonizza i principi del diritto universale con quelli della dottrina della Chiesa. A 60 anni da quel documento del magistero pontificio, che fu l’ultima consegna di papa Giovanni e che dava già il respiro della ‘rivoluzione’ del Concilio, il Consiglio regionale del Veneto, insieme al Centro studi delle istituzioni intitolato a Livio Paladin e al Dipartimento di diritto pubblico internazionale dell’Università di Padova, promuove a Venezia, nella Scuola grande di San Rocco, lunedì 30 ottobre il convegno su “Pacem in Terris Costituzione e Carte dei diritti” (inizio ore 15).

A mettere in dialogo l’enciclica di papa Roncalli, patriarca a Venezia dal 1953 al 1958, con i principi fondanti della Costituzione repubblicana e delle Carte universali dei diritti dell’uomo, è il costituzionalista Mario Bertolissi, promotore e autore di una corposa pubblicazione antologica intitolata “Lettera enciclica di Giovanni XXIII Pacem in terris – Costituzione e carte dei diritti”, Jovene editore. 

“Nel suo libro il professor Bertolissi – anticipa il presidente del Consiglio Roberto Ciambetti, che firma la nota introduttiva al volume – sottopone al vaglio delle scienze giuridiche e storiche il testo papale, consentendoci di scandagliarne tutta la modernità e la profetica contemporaneità. In fondo il mondo di oggi non è diverso da quello di sessant’anni fa, scosso da stati permanenti di conflitto e da nuove minacce di una ‘guerra mondiale a pezzi’, come l’ha definita papa Francesco. Papa Giovanni, un pontefice che veniva dalla ‘povertà contenta e benedetta’ delle nostre terre e che aveva fatto dell’umiltà e della benevolenza verso ogni uomo il proprio stile di vita, è stato capace di parlare ad un mondo diviso e di spiegarci che la questione della pace, del nuovo ordine mondiale che doveva nascere dalle orribili ferite di due guerre mondiali, non può essere separata da quella della dignità di ogni persona e dei diritti umani. Il progresso, ci spiega l’enciclica di papa Roncalli, si realizza solo in un nuovo ordine morale, fondato su quattro pilastri: verità, giustizia, amore e libertà. La riflessione corale coordinata da Bertolissi fa comprendere che l’impegno per la pace è tutt’uno con quello per il rispetto della persona e della dimensione comunitaria della vita, la ricerca del bene comune. Sono i valori fondanti della nostra Costituzione, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e anche dello Statuto regionale del Veneto, che nei suoi primi articoli afferma che “la Regione promuove la cultura di pace, opera per la giustizia sociale, i diritti umani, il dialogo e la cooperazione tra i popoli”. C’è qui tutta l’essenza della Pacem in terris, alla quale continuiamo a guardare per trovare quell’impianto filosofico e giuridico che renda la nostra democrazia veramente tale e per alimentare la speranza di un nuovo ordine mondiale, fondato non sul conflitto ma sulla convivenza tra esseri umani”.

Lunedì, dopo i saluti del Guardian Grando della Scuola di San Rocco, l’architetto Franco Posocco, e la riflessione iniziale del presidente Ciambetti, sarà il professor Mario Bertolissi a presentare significato ed esiti dell’operazione culturale di rilettura della Pacem in terris, alla quale hanno collaborato una trentina di studiosi, tra giuristi, politologi, costituzionalisti, economisti e sociologi delle accademie italiane. Seguirà il dibattito, moderato dal giornalista Giampiero Beltotto, a tre voci: interverranno Tommaso dalla Massara, docente di giurisprudenza di Roma Tre ed editorialista del Corriere della Sera, Alberto Mellone, ordinario di Storia del cristianesimo e storico in particolare del Concilio Vaticano II, e Aldo Schiavone, docente di Storia all’Università La Sapienza di Roma.